mercoledì 25 novembre 2015

Popolare Etruria e Lazio, azionisti e obbligazionisti hanno perso tutto



Non solo Banca delle Marche, ma anche Banca Popolare Etruria e del Lazio, insieme a Carife e Carichieti, è stata “salvata” per decreto dal governo. La nuova Banca Etruria è ripartita con un capitale fresco di 442 milioni di euro, con tutti i dipendenti, le filiali e gli impieghi. Ma senza i vecchi azionisti e obbligazionisti, finiti in una società cooperativa messa in liquidazione coatta. Da una parte, quindi, sono finiti i depositi e le attività commerciali, dall’altra i debiti. L’istituto rinasce quindi rafforzato in termini di requisiti patrimoniali (il core tier 1 è del 9%, in linea con i parametri di Basilea, mentre la vecchia Popolare Etruria stentava ad arrivare a 6), senza più sofferenze e neppure perdite. E non ci sarà più nemmeno bisogno di trasformare la cooperativa in S.P.A., poiché la nuova Popolare Etruria parte già come una società per azioni ordinaria a tutti gli effetti. Con il beneplacito della Ue e delle grandi banche del Paese, pronte ad acquisire il controllo della Nuova Popolare Etruria depurata dai debiti.
Azzerato il valore nominale di azioni e obbligazioni subordinate
Sembra una storia a lieto fine, invece, dietro le quinte c’è la disperazione di migliaia di azionisti e di obbligazionisti subordinati che per anni hanno affidato i loro risparmi alla Popolare Etruria e Lazio, diventando soci e confidando nel buon operato di amministratori e manager. 
Un sogno che è si è trasformato in incubo, quando all’apertura dei mercati lunedi 23 novembre il valore delle azioni, già sospese da tempo in borsa, è stato di fatto azzerato, come quello delle obbligazioni subordinate collocate presso la clientela locale. 
Risparmi di una vita andati letteralmente in fumo. Il valore nominale delle obbligazioni Popolare Etruria e Lazio (IT004931405, IT004119407, IT004966856, IT004281504) è stato azzerato con estinzione dei diritti amministrativi e patrimoniali. 

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