mercoledì 10 febbraio 2016

UNICREDIT :trimestrale che mercato negativo non apprezza


Le attività italiane di UniCredit hanno chiuso il quarto trimestre in rosso per 668 milioni, a causa dell’impatto del contributo straordinario al fondo di risoluzione e dei costi di ristrutturazione. Il quarto trimestre 2014 si era chiuso in perdita per 372 milioni.Sull’intero 2015 il risultato netto è negativo per 167 milioni, contro un utile di 324 milioni del 2014, si legge nelle slide preparate per la conference call. ha ridotto nel quarto trimestre il numero dei dipendenti di 1.300 unità portando il totale dell’anno a 3.511 e ha chiuso 121 filiali (582 nell’intero 2015).In Italia sono state tagliate 136 filiali, dice una nota.Qualche giorno fa è stato siglato un accordo con i sindacati per l’uscita volontaria di 2.700 dipendenti in Italia a fronte di 700 nuove assunzioni.Nel piano d’impresa al 2018 presentato a novembre sono previsti complessivamente 18.200 tagli di cui 6.000 relativi alla vendita degli asset in Ucraina e alla joint-venture tra Pioneer e Santander Asset Management..Nel dettaglio, il risultato netto trimestrale ha battuto le attese; il Cda proporra’ un dividendo di 12 centesimi per azione ordinaria e di risparmio, mediante attribuzione di azioni di nuova emissione oppure, su specifica richiesta degli azionisti, mediante versamento in contanti (scrip dividend).La controllata polacca di Unicredit ha chiuso il quarto trimestre con utile netto in calo meno del previsto a 438,5 milioni (-36,6% a/a), grazie al contributo di voci straordinarie. Il dividendo risulta superiore alle attese anche se scende a 8,7 zloty rispetto ai 10 zloty pagati per l’ esercizio 2014.  UniCredit si trova nella posizione di poter pagare a partire dal 2016 un dividendo cash grazie alla capacità di generazione organica di capitale.Lo ha detto il Ceo Federico Ghizzoni nella conference call sui conti 2015.”Siamo nella posizione di pagare un dividendo cash da quest’anno”, ha detto.UniCredit ha distribuito negli ultimi tre esercizi una cedola con la formula dello “scrip dividend” che consiste nell’attribuzione di azioni di nuova emissione o, su richiesta degli azionisti, in un pagamento in contanti. Sul 2015 ha confermato uno scrip dividend di 12 cent per azione.UniCredit  ha registrato a fine 2015 un calo del ‘Texas ratio’, definito dal rapporto tra i crediti deteriorati lordi e la somma del patrimonio tangibile e degli accantonamenti su crediti, al 93,6% dal 96,9% di fine 2014.Il dato è in calo anche rispetto al 94,1% di fine settembre, si legge nelle slide preparate per la conference call sui conti 2015.Un Texas ratio inferiore a 100 indica una situazione di solidità per la banca.Bernstein conferma la raccomandazione market perform e il prezzo obiettivo a 5,5 euro su Unicredit . I conti del quarto trimestre 2015, spiegano gli analisti, hanno battuto le attese di un 2% e l’utile netto e’ stato superiore al consenso. Negativo l’aumento degli accantonamenti.Gli analisti diBarclays (underweight) evidenziano che i risultati hanno battuto le attese sul fronte dell’utile operativo. L’utile netto “e’ stato superiore” alle previsioni, cosi’ come i costi, prosegue la casa d’affari, mentre il costo del rischio e’ salito rispetto al terzo trimestre e ha raggiunto i 103 punti base

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